Valentina Bindi - La forma del controllo (2026)

Veronica Dragoni ha trentadue anni, una mente lucida e un bisogno quasi viscerale di tenere ogni cosa sotto controllo. È una donna abituata a osservare prima di agire, a leggere le persone meglio di quanto loro riescano a leggere se stesse e a nascondere dietro una calma impeccabile tutto ciò che potrebbe tradire le sue debolezze. Per Veronica, prevedere significa proteggersi. E proteggersi significa non concedere a nessuno il potere di farle del male.
Poi incontra Emilia Bellini. Ventinove anni, uno sguardo color miele e un modo di stare al mondo che sembra sfuggire a qualsiasi schema. Emilia lavora in libreria, ama le parole e possiede quella rara capacità di vedere oltre le apparenze. Non è una donna facile da decifrare, né qualcuno disposto a lasciarsi conoscere senza riserve. Eppure, tra lei e Veronica nasce un'attrazione che cresce lentamente, alimentata da conversazioni, provocazioni, silenzi carichi di significato e una dolcezza che nessuna delle due sembra pronta ad ammettere fino in fondo.
Con Emilia, Veronica scopre qualcosa che non aveva previsto: il desiderio di abbassare le difese, di condividere spazi che prima appartenevano soltanto a lei, di lasciarsi sorprendere da una presenza capace di modificare le sue giornate. Per la prima volta, qualcuno riesce a insinuarsi nei suoi pensieri senza chiedere il permesso. Ma quando il sentimento diventa abbastanza forte da far paura, il bisogno di proteggere ciò che si ama può trasformarsi in qualcosa di diverso.
La gelosia si confonde con la premura. La paura di perdere l'altra si nasconde dietro il desiderio di sapere tutto. I confini iniziano a diventare sfumati, mentre il bisogno di sentirsi scelte rischia di trasformarsi nella pretesa di essere indispensabili. Perché Veronica non è soltanto una donna capace di amare con intensità. È anche una donna che fatica ad accettare ciò che non può controllare. E più Emilia diventa importante, più la possibilità di perderla minaccia di portare a galla la parte di sé che Veronica ha sempre cercato di tenere nascosta. Emilia, dal canto suo, dovrà capire quanto può concedere senza smarrire se stessa. Perché essere amate non dovrebbe significare rinunciare alla propria libertà, così come amare qualcuno non dovrebbe trasformarsi nella paura costante di deluderlo, ferirlo o lasciarlo solo.
Tra desiderio e diffidenza, tenerezza e possesso, le due donne si troveranno davanti a una domanda difficile: quanto può essere profondo un amore quando il bisogno di trattenere l'altra diventa più forte della capacità di lasciarla libera?
E cosa succede quando la persona che desideri proteggere è proprio quella che rischi di ferire?