Mirko Oliveri - Fino al bordo (2026)

Andrea si fida dei numeri. Dei ricordi, molto meno.
Vive a Roma, lavora per un'agenzia di ricerca: raccoglie dati sulle persone, controlla, verifica, e ha costruito la propria vita intorno a ciò che può essere dimostrato.
Poi, una mattina in metropolitana, qualcosa incrina quella certezza.
Un nome che non dovrebbe conoscere.
Aléxios.
Arrivano una spiaggia, il sale sulle labbra, una pressione sotto le costole. Immagini e sensazioni che non appartengono alla sua vita. Potrebbe archiviarle come stanchezza, se intorno a lui non stesse accadendo qualcosa di altrettanto inspiegabile.
Marta sembra ricordare con le mani gesti che non ha mai imparato. Claudio affronta tutto con un'ironia che nasconde più di quanto mostri. Sara pretende un metodo, perché sa quanto sia facile trasformare una suggestione in una certezza.
Quattro colleghi cominciano così a seguire tracce che sembrano appartenere ad altre vite. Lo fanno fra una consegna sbagliata, un pullmino bloccato sotto la pioggia e una lavatrice che non entra in ascensore: ogni coincidenza diventa più difficile da liquidare, e nel frattempo nessuno può permettersi di smettere di vivere.
Cercano documenti, luoghi, prove. Mettono alla prova i ricordi. Provano a separare ciò che può essere dimostrato da ciò che desiderano credere.
Finché arrivano abbastanza vicino a una risposta da dover affrontare una domanda diversa.
Quando bisogna smettere di cercare?
Perché esiste un punto oltre il quale cercare la verità significa cominciare ad aggiungerla.
Fino al bordo è un romanzo sulla memoria e sulle vite che potrebbero averci preceduto, ma soprattutto sull'amicizia, sull'amore, sulla perdita e sulle persone che scegliamo di essere nel presente.