Roma, metà degli anni ottanta. Un agente dei Servizi segreti italiani viene incaricato di indagare su alcuni sospetti ospitati da una zoologa, Paola Rodi. Trafuga quaderni di appunti e scopre che negli anni sessanta sono atterrati dal pianeta Nnoberavez tre alieni in apparenza simili ad animaletti, in realtà provenienti da una civiltà molto evoluta e diversissima. Da allora sono protetti da un piccolo gruppo di umani con cui hanno stretto intensi rapporti.
Parte una caccia all’extraterrestre, che nel cuore della Guerra Fredda coinvolge, oltre ai Servizi segreti italiani, la cia e il kgb – tutti decisi a sfruttare la scoperta delle nuove forme di vita e di intelligenza.
Lo straniamento degli umani visti dagli alieni e quello degli alieni visti dagli umani genera ribaltamenti, struggenti intuizioni e situazioni tragicomiche.
Lo sguardo dei Nnoberavezi, gentili, curiosi e sfuggenti, ci schiude un pianeta ricchissimo di vita e fragile, dominato da “spellicciati”, “smodatamente attaccati alle cose” e pericolosamente manipolatori, in una narrazione avvincente. In questo romanzo di spionaggio che ben presto diventa di fantascienza, Luce d’Eramo racconta con una fantasia scientificamente impeccabile la debolezza della visione antropocentrica.