È un'atmosfera perduta per sempre, quella che Valeria Della Valle ci restituisce in tutta la sua luce. Gli amori felici e quelli drammatici, l'aria cupa di certi salotti e l'aria lieve di certe terrazze, gli anni lugubri del fascismo e quelli difficili della guerra, poi la vita che rinasce. La creatività sembra fiorire spontanea in quella nicchia del centro storico di Roma passata alla storia come «la strada degli artisti»: nei fili tesi tra questi racconti c'è tutto il fascino di un'epoca, quella che va da De Chirico a Savinio, da Mafai a Fellini, e l'incanto di una città che ritrova la sua dimensione nella memoria affettuosa di chi non la dimentica. Un tuffo dietro le quinte di un mondo parallelo a quello fiabesco e hollywoodiano di Vacanze romane. Avventurarsi in questi dieci racconti è come attraversare piazze barocche e neoclassiche, sostare accanto alle fontane, fermarsi all'ombra delle palme e dei pini, perdersi nei vicoli silenziosi incastonati sotto al Pincio e a Trinità dei Monti, per entrare nei cortili e spiare la vita negli studi degli artisti. Con toni lievi e soffusi, Valeria Della Valle ricompone i colori di una città seducente e rimpianta, e affida il racconto a una trama di destini