J. Sleville - La cosa giusta (2026)

Nessun artificio. Solo la traiettoria di un uomo usato come bersaglio.
In un porto dove uomini spietati non lasciano scampo.
Lungo le coste della Laguna veneta, Ledoux — un uomo con un passato nella Legione straniera — assiste a un omicidio che non doveva vedere. Per restare vivo deve accettare il ricatto: esporsi, diventare l'esca, ottenere un memoriale esplosivo da un prete, a Lourdes.
Dall'altra parte del tavolo c'è Bornich. Ex ufficiale della Stasi, scacchista di Dresda, mente slava tra islamisti e Occidente.
Come nebbia che dirada lentamente sul mare, resta il declino. Violenza, imbarbarimento. Solo la cosa giusta.
Un noir di spionaggio freddo e inesorabile, dove ogni personaggio è una pedina su una scacchiera che nessuno controlla davvero.
J. Sleville scrive di uomini sacrificati su una scacchiera, linee asimmetriche, prospettive interrotte e la violenza che resta quando il rumore finisce.